Meno calcare, meno consumi: 3 abitudini per far durare la tua lavatrice 10 anni in più
Una lavatrice le cui componenti interne sono invase dal calcare può essere soggetta a rotture con frequenza sempre più crescente man mano che passa il tempo. Te ne accorgi anche da un calo di efficacia nelle sue funzioni oltre che da un aumento di esborso in bolletta.
Avere la lavatrice incrostata di calcare è un problema che cresce con il passare del tempo, e che ad un certo punto si fa critico. Se intervieni troppo tardi saranno guai, e l’unica soluzione potrebbe essere rappresentata dal dovere cambiare i pezzi interessati. Questa mossa però ti costerà non poco, e la spesa che ne consegue sarà inevitabile quanto pesante. Serve lungimiranza invece, per evitare che il calcare si impossessi della tua lavatrice e scateni un calo delle prestazioni connesso ad un diretto aumento dei consumi in bolletta.
C’è un presupposto che molti ignorano: lo stato delle guarnizioni e della crociera del cesto. Se hai una macchina che ha lavorato per sette o otto anni senza mai vedere un decalcificante, il calcare non è più solo sporcizia, è diventato parte della struttura.
Come eliminare il calcare nella lavatrice?
In questi casi, fare un lavaggio d’urto a 90 gradi con una dose massiccia di acido citrico è un rischio. Perché? Perché il calcare potrebbe aver “sigillato” delle micro-fessure nei tubi o intorno alla resistenza. Rimuoverlo di colpo significa che la sera stessa potresti ritrovarti con una perdita d’acqua che prima non c’era. Se la lavatrice è un reperto storico, meglio procedere per gradi con temperature più basse.
Aceto o Acido Citrico? La verità
In rete leggiamo ovunque di usare l’aceto. Onestamente? Funziona, ma ha dei contro non da poco. L’aceto è acido acetico, ed è piuttosto aggressivo sulle parti in gomma (le guarnizioni) e su eventuali componenti in alluminio. Se lo usi una volta ogni tanto non succede nulla, ma a lungo andare rischi di seccare la gomma, che inizierà a creparsi. L’acido citrico è molto più intelligente: è un acido più debole, è inodore, costa meno se comprato in polvere e rispetta di più i materiali della macchina. Basta scioglierne circa 150 grammi in un litro d’acqua e via.

Non è sempre calcare: il fattore biofilm
Un altro errore comune è scambiare il biofilm per calcare. Se la tua lavatrice puzza di uovo marcio o di “chiuso”, il problema non sono i minerali dell’acqua, ma i batteri. Questo succede se lavi sempre a basse temperature (30-40 gradi) e usi troppo detersivo liquido. Il liquido, se non si scioglie bene, crea una melma che si deposita nelle intercapedini. In questo scenario, l’acido citrico non serve a niente. Qui ci vuole la “terapia d’urto”: un lavaggio a vuoto alla massima temperatura con un bel bicchiere di candeggina o del percarbonato. Questo uccide i batteri e scioglie i residui grassi.
Come togliere il calcare dai tubi della lavatrice?
Inutile pulire il cesto se il filtro è intasato. È un lavoro sporco, lo so, ma va fatto. Prima di aprirlo, metti a terra un vassoio o dei vecchi asciugamani, perché uscirà sempre un po’ d’acqua stagnante. Lì dentro ci troverai di tutto: monete, capelli, bottoni e, ovviamente, pezzi di calcare che si sono staccati. Se il filtro è bloccato e non gira, non forzarlo con le pinze o spacchi la plastica; prova a scaldarlo leggermente o usa un po’ di lubrificante spray se vedi che è proprio incastrato.
Ricorda sempre che, prima di agire, è necessario considerare sia l’età della tua lavatrice che il tempo trascorso dall’ultima pulizia. Se si parla di anni, è necessario agire ancor di più con cautela e con delicatezza. Poi annusa il cesto. Se puzza, munisciti di calore e igienizzante. Se è solo incrostata, usa l’acido citrico. Ma fallo con criterio, o finirai per chiamare l’idraulico il giorno dopo.




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