Pokémon Pokopia: la verità inquietante dietro la scomparsa degli umani e il segreto di Mosslax
Scopri la lore oscura di Pokémon Pokopia: perché gli umani sono spariti? Un viaggio tra misteri, rovine di Kanto e il segreto inquietante di Ditto nella nuova esclusiva per Nintendo Switch 2 che in tanti reputano già il miglior videogioco sui Pokemon di sempre.
Pokemon Pokopia, uscito il 5 marzo scorso in esclusiva per Nintendo Switch 2, ha subito sorpreso i videogiocatori di tutto il mondo. In tanti sono rimasti incuriositi dal suo stile visivo particolare ed anche da certe nuove dinamiche di gioco inedite per la serie, che a prima vista ricordano il modo di giocare di Animal Crossing. Ma Pokemon Pokopia è molto più di questo. Non si tratta di un semplice clone del gioco degli animaletti antropomorfi. Ci sono molte cose da fare e, soprattutto, molti segreti da scoprire. Pokopia è davvero sorprendente e ha stregato chiunque ci abbia messo mano.

La prima domanda che ci si pone è: come mai non ci sono umani in questo mondo colorato? Il mistero della sparizione degli allenatori e il ruolo inquietante di Ditto nel nuovo simulatore per Switch 2. Se hai iniziato a giocarci, la prima cosa che salta all’occhio è quanto tutto sia incredibilmente perfetto. Non si vede l’ora di un allenatore, nessun Capopalestra né anima viva che non siano i Pokemon.
Quei dettagli inquietanti nelle Rocky Ridges che nessuno nota
Girovagando per la zona di Rocky Ridges ho trovato delle rovine che mi hanno fatto gelare il sangue. Non sono semplici sassi messi lì per fare scena, ma sembrano proprio i resti dei vecchi Pokémon Center. Ci sono delle insegne mezze cancellate e, se guardi bene tra i detriti, trovi dei vecchi cappellini da allenatore sporchi di fango. La cosa strana è che i Pokémon del villaggio non ne parlano mai volentieri. Se provi a chiedere a Mosslax, lui si limita a sbadigliare e a dirti che “il grande sonno” è stato necessario per preservare la pace. Un po’ troppo vago per i miei gusti.
La verità inquietante dietro la sparizione degli umani in Pokopia:
La teoria che sta girando di più tra i giocatori più attenti è che Pokopia non sia affatto un’isola reale. Molti indizi fanno pensare che ci troviamo dentro una sorta di simulazione digitale, un “mondo di backup” creato dagli umani prima che succedesse qualcosa di catastrofico nel mondo vero. Ecco perché interpretiamo un Ditto: siamo un programma che deve adattarsi a ogni situazione per mantenere l’ecosistema in equilibrio. Gli umani non ci sono perché probabilmente non esistono più nel mondo fisico, o forse sono ibernati da qualche parte mentre noi “giochiamo” a fare la vita di campagna per loro.

Hai presente Peakychu, quel Pikachu un po’ strano che illumina la città di notte? Se interagisci con lui dopo aver trovato il Bambolotto Pokémon nell’Isola del Sogno, emette un verso che sembra quasi un pianto distorto. Non è un Pokémon normale, sembra più un ricordo frammentato. Molti pensano che sia l’ultimo rimasuglio del legame tra i Pokémon e i loro vecchi compagni umani, intrappolato in questo loop infinito di costruzione e relax. È assurdo pensare che sotto tutta quella grafica colorata ci sia una storia di abbandono così pesante.
Anche il modo in cui costruiamo gli habitat è sospetto. Non stiamo creando case per i Pokémon, stiamo replicando dei ricordi. Quando metti insieme tre falò per far apparire Drifloon, non stai solo arredando, stai eseguendo un comando che richiama un’informazione dal passato.
Notato niente alle Isole del Sogno?
Drifloon poi è quello che ci porta nelle Isole del Sogno, che guarda caso sono piene di oggetti che appartenevano agli umani, come vecchie console o biciclette arrugginite. Sembra quasi che i Pokémon stiano cercando disperatamente di non dimenticare chi li ha accuditi per secoli, anche se quegli umani sono spariti nel nulla per colpa di una crisi climatica che ha reso il mondo invivibile.

C’è poi la questione del Murale Misterioso. Completandolo si scopre una figura che assomiglia terribilmente a un essere umano che saluta da lontano, mentre una grande nave parte verso il cielo. Forse gli umani non sono morti, ma se ne sono andati lasciando i Pokémon in questa “Pokopia” per proteggerli, promettendo di tornare un giorno.
Ma guardando quanto muschio è cresciuto su Mosslax, direi che di tempo ne è passato davvero tanto e quel ritorno sembra sempre più un’illusione. È un pensiero un po’ triste per un gioco che dovrebbe essere solo divertimento, però ammetto che cercare questi dettagli rende l’esplorazione mille volte più interessante. Spero solo che alla fine non si scopra che siamo tutti chiusi in una Poké Ball gigante lanciata nello spazio.




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